Il Gobbo di Milano

    • 192 pagine
    • 14,5x21,3
    • ISBN 9788879553568            
    • 15,00 euro
    • Brossura – Copertina plastificata con alette

    La fosca vicenda di don Vincenzo

    Un dimenticato tesoro di carta, finalmente rimesso a nuovo
    e… finalmente pronto per tornare ad ­avvincere i lettori!

    Il Gobbo di Milano, uscito nel 1933, si smarrì, per quasi
    un secolo, su chissà quali scaffali. Dell’autore, Giorgio Dalma,
    si sa poco (nato a Fiume alla fine dell’Ottocento, una laurea
    a Bologna, in Farmacia, dopo una in Scienze commerciali
    all’università di Trieste, messe entrambe presto da parte
    per dedicarsi alle lettere), ma se i dati biografici sono avari
    di notizie, lo stile del suo romanzo lascia, al contrario,
    trapelare molto. Dalma idolatra Dumas e tiene fede
    a Manzoni; si è calato nelle tetre ambientazioni dei gotici,
    divorando al tempo stesso decine di racconti d’appendice;
    ha bazzicato gli avventurosi sentieri di Verne e forse
    è perfino sceso nei mean­dri claustrofobici
    di Edgar Allan Poe. Di certo ha scelto di ispirarsi a un altro
    Edgar, Wallace, e di seguire le tracce di Agatha Christie e
    sir Arthur Conan Doyle. Ma, a sua volta, potrebbe persino
    avere ispirato Scerbanenco…

    Quello di Dalma è un romanzo appassionante, da ­gustare tutto
    d’un fiato o prendendosi il tempo necessario per ­assimilare
    ogni ingrediente dell’articolata trama, di quelle che tengono
    incollati alla pagina, eppur impossibili da ­inquadrare
    in un genere preciso. Poliziesco, giallo, noir:
    sarebbe ­riduttivo…
    L’autore non scorda di condire la sua creatura di amore
    e ­mistero, avventura e scandalo, sagacia e folklore,
    esote­rismo e massoneria.
    E poi ci porta a spasso: da Milano al Canada, dal Piemonte
    all’Ungheria, passando per Sydney e la Val d’Aosta.
    Ma è la città di Sant’Ambrogio il luogo meglio tratteggiato:
    la Milano del XIX secolo che tramonta, nella quale si muove
    o, meglio, si barcamena don Vincenzo, il Gobbo
    dei gobbi ­meneghini, coi suoi occhietti vispi, mobilissimi,
    pieni di furberia e con la sveltita intelligenza, la parola
    pronta e spigliata.
    Accanto al Gobbo, altri personaggi notevoli, cui ci si affeziona
    facilmente, nel bene e nel male…
    La storia, però, è tutta da scoprire… buona lettura!

    Prefazione di Luigi Barnaba Frigoli

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