Corri, Nadir!

    • 208 pagine
    • 14,5x21,3
    • ISBN 9788849305890               
    • 13,00 euro
    • Brossura – Copertina plastificata con alette
    • Fotografie di Riccardo Barra

     

    Un viaggio nel lato oscuro di Milano

    E corre, Nadir. Arrivato in Italia qualche anno fa dalla
    Tunisia, ha capito presto che per viverci come ci vive lui,
    senza documenti, senza lavoro, con la speranza sempre
    più lontana di trovare oltre confine un paese più accogliente,
    bisogna correre molto: da un fornitore di coca a un altro,
    dall’uno all’altro dei tossici disposti a com­prarla;
    e qualche volta, quando si entra in un gioco che non
    si sa dominare, si corre poi solo per scappare.
    L’ispettore Mario Anselmi, invece, che in polizia si occupa
    di reati contro le donne e i minori, non lotta contro il tempo
    e lo spazio, e neppure contro gli autori di quei reati
    (quelli, cerca semplicemente di prenderli, è il suo lavoro),
    ma contro i fantasmi che dalle inchieste su temi così
    delicati e terribili cercano di risalire alla sua coscienza.
    Nadir e Mario si incontreranno a causa di una coppia
    nella quale lui è un debole presuntuoso e irascibile e lei
    è la più forte, ma sarà la prima vittima di un modo di
    vivere non veramente vissuto. Sullo sfondo, i personaggi
    di una città multiforme: una famiglia di antica e solida
    mo­rale e un organizzatore di spaccio, una famiglia
    di fragile morale utilitaristica e un inflessibile gestore
    di baby criminali rom, i gestori di una pensione
    di quart’ordine, un tassista, un ma­resciallo dei carabinieri,
    una guardia giurata, un’ausiliaria della sosta,
    l’avvocato Emma Milani, bellissima e intelligente.
    E naturalmente “la squadra”: i ragazzi e la ragazza
    del gruppo di Anselmi, ciascuno a suo modo sospeso
    sul baratro della realtà scoperchiata da quelle loro inchieste.
    Tutti personaggi di una Milano poco descritta ma molto
    protagonista, con l’appendice di un retroterra provinciale
    che produce a sua volta piccoli mostri dalla
    sua piccola borghesia.

    Michele Maggi (Milano, 1961), già ispettore di polizia,
    tra il 1981 e il 2008 ha svolto indagini nell’ambito della
    squadra mobile della Questura di Milano, dapprima nella
    sezione antidroga e poi in quella reati sessuali
    e in danno di minori. Criminologo clinico, è stato
    docente in materie attinenti i reati sessuali,
    l’abuso e il maltrattamento dei minori presso
    l’università di Milano-Bicocca, l’università di Castellanza
    e presso alcune scuole di specializzazione
    del capoluogo lombardo. In collaborazione con
    Massimo Picozzi, ha pubblicato Pedofilia. Non chiamatelo
    amore
    (Guerini e Associati, 2003).
    Corri, Nadir! è il suo romanzo di esordio nel
    mon­do del noir.

     

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