El gran liber di parolasc

    • 160 pagine
    • 11,5x19
    • ISBN 9788879552691                    
    • 12,00 euro
    • Brossura – Copertina plastificata
    • Illustrazioni a 2 colori

     

    Il titolo del volume è chiaro, pane al pane:
    non pensate di trovarvi altro se non parolasc, paròll grass.
    Del resto, il milanese (ma gli altri dialetti della Penisola
    non sono certo da meno) è particolarmente ricco
    di parole “brutte”, imprecazioni, scurrilità, trivialità,
    che però lo stesso dialetto, con la sua bonarietà,
    sa quasi sempre rendere meno grevi, poco più che
    canzonatorie.
    L’autore, Roberto Brivio (sì, proprio “quel” Roberto Brivio,
    co-fondatore de I Gufi, quartetto cabarettistico che spopolò
    nella Milano degli anni Sessanta), ha quindi avuto solo
    l’imbarazzo della scelta nel compilarne un repertorio,
    rigorosamente non esaustivo; anzi, spiccatamente arbitrario,
    nei contenuti, nelle spiegazioni, nelle trascrizioni, ma proprio
    per questo più gustoso. Delle parolacce meneghine,
    oltre la traduzione (laddove possibile) fornisce una colorita
    interpretazione, insaporita da numerosi e spassosi esempi.
    E, sul finire, regala un repertorio di “sketchiacci”
    in tema. Imperdibili.

    Roberto Brivio (1938), attore, regista (ha fra l'altro avviato
    sette Teatri a Milano), scrittore (una decina i libri al suo attivo:
    I canti Goliardici con e senza musica; Canzoni sporche
    all’Osteria
    ; Meglio bastardi che mai dal diario di un cane;
    Cabaret di merda; Malalcoolia storie di bianchi rossi e
    spiritosi
    ; Il romanzo della Vedova Allegra; El liber di
    parolasc milanes
    ; Non truffateci se potete;
    e, recentemente, Attenti al Gufo), ha formato I Gufi,
    quartetto cabarettistico nato quando il cabaret non si
    sapeva ancora cosa fosse.

     

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