Alda Merini la poetessa dei Navigli

    • 144 pagine
    • 14,5x21,3
    • ISBN 9788879553346             
    • 15,00 euro
    • Brossura – Copertina plastificata con alette 
    • Illustrazioni a 2 colori

    Sono nata il ventuno a primavera
    ma non sapevo che nascere folle,
    aprire le zolle
    potesse scatenar tempesta…

    Alda Merini nasce a Milano il 21 Marzo del 1931
    in viale Papiniano, a Milano. Da bambina – ricorda il fratello
    Ezio, nella prefazione del volume – era molto studiosa, dotata
    di una memoria incredibile; in sostanza, era la prima della
    classe, anche se non andrà oltre le prime tre classi
    della Scuola di avviamento al lavoro, e già allora dava
    segni dei suoi futuri successi letterari. Al termine della
    guerra, la famiglia si trasferisce in un ex deposito
    di stracci, con due stanzoni, senza bagno e senza
    riscaldamento, in Ripa Ticinese: diventerà la loro
    casa. A 15 anni, Alda trova lavoro presso uno studio
    notarile, in via Verdi, e inizia a battere a macchina
    le sue poesie, che casualmente finiscono nelle mani
    di Silvana Rovelli, nipote di Ada Negri e di Giacinto
    Spagnoletti, critico letterario e poeta.
    L’anno dopo, affiorano le prime ombre della sua mente…
    In questo libro, Aldo Colonnello, un intellettuale che
    si occupa d’arte, tratteggia la complessa figura
    della “poetessa dei Navigli” attraverso i ricordi della
    sua profonda – seppur breve e tarda – amicizia con
    Alda Merini, che diede vita a un sodalizio, affettivo
    e culturale, destinato a durare per sempre.

    Il volume è impreziosito da alcune poesie e dalle fotografie
    di Giuliano Grittini, il “fotografo ufficiale” della Poetessa.

    Aldo Colonnello, milanese, dopo un’esperienza in una
    multinazionale, collabora da molti anni con
    una Galleria d’arte di Milano, organizza mostre, convegni
    di alto profilo e cura direzioni artistiche sia nell’ambito
    del teatro che in quello della musica.
    Dopo la sua conoscenza con Alda Merini,
    nel 2006, diventa vice presidente del Comitato Pronome,
    proponendo il nome della Poetessa alla candidatura
    al Nobel per la letteratura.

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