Milano 1944: Villa Triste

    • 160 pagine
    • 14,5x21,3
    • ISBN 9788879553254                
    • 15,00 euro
    • Brossura – Copertina plastificata con alette 
    • Illustrazioni a 2 colori

     

    La famigerata banda Koch

    Siamo nel 1944. Il fascismo è crollato, il re fuggito a Brindisi,
    gli Alleati sono sbarcati sulla Penisola e stanno risalendo
    verso Nord: è il tragico teatro di una guerra civile, dove
    fra gli attori spiccano i nazisti, furibondi per l’armistizio
    dell’8 settembre, i fascisti della ­Repubblica Sociale Italiana,
    i partigiani e, non ultimi, quanti stanno alla ­finestra in attesa
    di acclamare chi vincerà.
    Questa è la storia di una delle tante polizie politiche che
    nell’interregno della R.S.I. operò in Milano, dal 10 agosto
    1944 al 25 settembre successivo: la famigerata banda Koch,
    situata a villa Fossati (poi de­finita Villa ­Triste),
    in via Paolo Uccello angolo via Monte Bianco.
    Sotto la spregiudicata regia del millantatore e amorale
    Pietro Koch, oltre cento sospettati di attività sovversiva
    vennero rinchiusi, interrogati, malmenati a sangue
    o torturati per estorcere loro informazioni, nomi di singole
    persone o associazioni che miravano ad abbattere
    il nuovo fascismo “repubblichino”.
    È un racconto romanzato, dove i fatti documentati e
    le testimonianze dei superstiti rappresentano la verità
    storica, depurata sia dall’enfasi di chi aspirava all’aureola
    di eroe partigiano sia dalle minimizzazioni addotte
    dai seviziatori o dai fascisti.

    Nato in Brianza nel 1948, a un’esperienza commerciale
    e di marketing Daniele Carozzi af­fianca quella di giornalista
    e scrittore. Ha collaborato con Il Giorno, La Prealpina,
    Il Giornale e, dal 2010, ha avviato una colla­borazione
    con il Corriere della Sera. È autore di una decina di libri
    che raccontano di storie, leggende e tradizioni delle varie
    province lombarde, compresa una raccolta romanzata
    dei delitti che maggiormente appassionarono i Milanesi
    da ­fine Ottocento agli anni Ottanta del secolo scorso.

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